Noi Non Dimentichiamo Padre Amorth

Noi Non Dimentichiamo Padre Amorth

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Di solito funziona così, chi fa del bene viene chiuso nel dimenticatoio.

Così sta succedendo anche con Padre Amorth. Il Grande Esorcista paolino è morto, anzi è nato a vita nuova il 16 settembre 2016. Stranamente lo stesso giorno è mancato anche Carlo Azeglio Ciampi.

Ex Presidente della Repubblica e della Banca D’Italia.

Non dico altro, non serve. Sapete bene chi dei due serviva Dio e chi il dio denaro. Niente contro Ciampi eh, che riposi in pace, poteva scegliere però, un altro giorno per andarsene.

Non sono mai stata una leccapiedi, scusate la volgarità, ma in certe occasioni, non resisto e dico: perché di Carlo Azeglio Ciampi si è parlato per ore in tutti telegiornali della televisione italiana mentre di Padre Amorth poco o nulla?

Quando c’era bisogno di scrivere qualche articolo sugli esorcismi, sulle possessioni diaboliche, ci si rivolgeva ad uno solo, l’unico nome in tutta Italia che veniva cercato: Padre Amorth. Questo non perché gli altri non fossero all’altezza ma perché lui era l’unico che non aveva paura di parlare del demonio.

La Chiesa ha deciso da tempo che certe cose non devono essere dette pubblicamente per non spaventare le persone. Anche tra i sacerdoti c’è un certo scetticismo verso i poteri occulti e la presenza demoniaca. Alcuni non credono nemmeno nella vera esistenza di Dio e non si rendono conto del “potere” che hanno nelle mani quando esse consacrano o benedicono.

Se non ci fosse stato padre Amorth a gridare al mondo, con grande coraggio, la verità, il buon Dio e i suoi angeli, che combattono contro i demoni della morte, sarebbero stati, oggi, solo e soltanto una leggenda.

Questo sacerdote paolino ha scritto tantissimi libri, ha rilasciato tantissime interviste che sono state tradotte in tutto il mondo. Se chiedete chi è stato Carlo Azeglio Ciampi in Europa o fuori di essa, molti non saprebbero nemmeno rispondere. Invece di Padre Amorth, si. E’ lui che ha creato l’associazione internazionale degli esorcisti e della quale è stato presidente per molti anni. Oggi quell’associazione conta tantissimi esorcisti in tutto il mondo. Lui era amico personale di San Giovanni Paolo II e conoscente di San Pio stranamente pure di Andreotti, ma anche Gesù stava vicino ai peccatori.

In ogni caso grazie solo e soltanto a Padre Amorth oggi ci sono esorcisti in quasi tutte le diocesi. Lui direbbe che non è così e affiderebbe il merito alla Madonna.

La stampa ha deciso di ignorare la sua morte e il suo funerale. Brevissimi trafiletti, poi silenzio. Quando era necessario rivolgersi a lui per un articolo o una intervista se ne parlava, ora, invece vale il detto: “ morto un “Papa” se ne fa un altro”.

Ma non sarà cosi, perché sono troppe le persone che Don Amorth ha aiutato. Certo, non è lui che libera i posseduti dalle presenze demoniache ma Dio. Però se non ci fosse stato lui come strumento di Dio, molte persone, oggi, avrebbero pagato con la vita.

Sono infatti tantissime le testimonianze dei suoi “pazienti” che hanno avuto a che fare con lui.

Molti di loro non volevano più vivere, volevano togliersi la vita vivendo situazioni famigliari o di salute disastrose. Nessuno riusciva ad aiutarli, né dottori, né medicine. Nessuno. Lui si perché i mali che avevano, non erano di questo mondo e non erano curabili come le malattie.

Vi sembra un’ esagerazione, ma non è così. Non c’è un altro Padre Amorth. Ci sarà forse uno meglio di lui, ma questo lo sapremo con il tempo. Perché ci sono veramente pochi sacerdoti esorcisti che sanno fare il proprio mestiere. Prima di tutto perché essere esorcisti è una grande missione, non è un lavoro partime. Chi sta male può aver bisogno d’aiuto anche in piena notte. Non ci sono orari, non possono aspettare per mesi per avere un appuntamento. Qualche volta può essere troppo tardi. Lui era sempre disponibile. Anche solo attraverso il telefono. Chi nomina gli esorcisti, dovrebbe ricordarselo. Perché con le responsabilità di una parrocchia il parroco sarà esausto e non avrà mai il tempo necessario per chi ne ha bisogno. La missione è missione, deve essere svolta con fede, non come un lavoro in più. Quando incontro seminaristi nei seminari, lo dico sempre. Per me ogni seminarista dovrebbe fare un’esperienza almeno di sei mesi, affianco di un esorcista. Altrimenti i futuri preti crescono, pensando che il demonio è una legenda. E deridono chi ne ha bisogno, scambiandolo per malato mentale.

Di questo ne parlo anche nel nuovo libro “Ti perdono”, scritto con Fra Renzo Gobbi. Ci sono malattie che sono spirituali e non dipendono da noi. C’è una forza, un potere, che tutti noi abbiamo, Dio ci ha fatto simili a Lui e ci ha dato dei “poteri” o meglio dei carismi e degli strumenti, che però non sappiamo utilizzare. O peggio, non abbiamo nemmeno la consapevolezza di averli.

Ma attenzione, ciò è un’arma a doppio taglio, scoprendo certi “poteri” che liberiamo dentro di noi e unendoci con il mondo spirituale, se non abbiamo una giusta preparazione, e se non siamo vicino ai sacramenti e alla preghiera, possiamo fare tanto male a noi e anche ad altre persone. Possiamo usare questi “strumenti” in modo sbagliato.

Forse anche per questo la Chiesa ha prudenza nel parlarne.

Questo perché è custode di un grande segreto, una grande verità, che alla gente comune non viene svelata, solo e soltanto perché poi potrebbe essere utilizzata male.

Io parlo di potere che ce l’ha solo Dio. Noi abbiamo dei doni, dei carismi, le possibilità e gli strumenti. Tutti ne hanno, e tutti possono collegarsi con il mondo spirituale. C’è un ponte, una chiave per farlo, una strada per entrare ed è: la preghiera. La preghiera del cuore. Bisogna crederci e non ripetere le parole di un’ave Maria o di Padre Nostro “giusto per” ma farlo con cuore e devozione.

E quello che non vediamo ci sarà svelato, quello che non sentiamo potremo sentirlo. Lo stesso Gesù c’è lo dice “Ho ancora molte cose da dirvi, ma per ora non potete sostenerle”; vuol dire, non è possibile per ora, per voi, capire il senso di queste cose, perché deve accadere qualcosa dentro la persona prima di comprendere, prima di mettere a fuoco il vero senso di quelle cose. Non deve succedere qualcosa nel mondo o nel universo, ma dentro di voi. “Quando sarà venuto lo Spirito di Verità, cioè quando sarà giunto il momento personale di apertura alla propria consapevolezza, alla propria coscienza di Verità, qui sulla terra durante la vita terrena “Egli vi insegnerà tutta la verità”. Non è qualcosa di esterno che deve accadere, ma è dentro di voi, secondo i vostri tempi e le vostre modalità personalissime, solo allora comprenderete tutta la verità. Abbiamo delle possibilità enormi, ma se non accade qualcosa dentro di noi, potremo non comprenderle, usarle male o per la grandezza di queste cose addirittura impazzire, perché il nostro cervello facendo salti mortali da una dimensione all’ altra, potrebbe non reggere. Per questo dobbiamo fare le cose secondo Dio, trovare Lui nel nostro cuore, unirci con Lui in preghiera, fondersi in Lui attraverso di essa e solo allora, quando siamo sulla strada giusta pian piano ci verranno svelati i prossimi passi da fare e meraviglie da vedere. Un’esperienza che per ora pochi riescono a vivere. Ciò che ci aspetta dopo e migliaia di volte meglio, oggi tutto questo non lo possiamo comprendere, ma c’è qualcuno che un assaggio l’ha già avuto, perché è riuscito a trovare la strada, che porta ad avvicinarsi alla porta d’ingresso della vita eterna nell’altra dimensione parallela alla nostra.

Ecco tutto questo Padre Amorth lo sapeva. Molti dei suoi pazienti, ma anche quelli di altri esorcisti, quando vengono “liberati” si accorgono di aver ricevuto da Dio un dono, un carisma ma non voglio andare oltre. Chiudo dicendo che tutte le sofferenze che un posseduto vive, vengono ripagate già qui sulla terra da Dio, se solo esso decide di seguirlo. Padre Amorth in questo è stato maestro sia di tanti sacerdoti che di tante persone semplici. Combatteva al fianco di Maria, San Michele Arcangelo e lo fa adesso ancora più di prima.

Prima di conoscerlo di persona, devo dire che avevo di lui un po’ paura.

Una faccia brutta e severa che mi guardava dalle copertine dei suoi libri. Mi sono detta più volte prendendolo in giro; “ci credo che il diavolo ha paura di lui, solo a guardarlo uno si spaventa.” Pensavo fosse un uomo estremamente arrogante e burbero. In realtà ne ho conosciuti poi altri che credevo fossero santi ma che si sono rivelati molto più presuntuosi e pieni di sé. Lui era ed è un esempio, per molti.

Lo incontrai in un ascensore a Roma, io ero sul pianerottolo quando si aprì la porta. Nell vederlo feci d’istinto due passi indietro. Ci aveva invitato nella sua camera al piano superiore ma poi decise di scendere giù con noi. Ero con degli amici. Quando lo vidi quindi per la prima volta, indietreggiai ma appena aprì la bocca, mi resi conto che tutto quello che pensavo di lui era solo e soltanto una mia immaginazione. Era un uomo dolcissimo, pieno di Dio, pieno di grandi valori, puro e innamorato di Maria.

Un uomo che non si stancava mai. Quando lo conobbi non stava bene, ma lo stesso trascorse con noi diverse ore. Ci siamo poi rivisti altre volte. Era più in forma ed era un piacere stare con lui.

La cosa che mi ha colpito più di tutto di questo uomo, è che nonostante la malattia, nonostante la difficoltà a parlare, nonostante le gambe che gli impedivano di camminare bene, era sempre disponibile con tutti.

Fino a quando non è stato in un letto d’ ospedale, continuava nel suo ministero di esorcista perché diceva: “non posso lasciarli soli, loro hanno bisogno di me”. Parlava dei suoi pazienti.

Mi scrisse qualche mese fa anche una lettera. Mi scrisse che si ricordava bene di me e della mia storia, che aveva letto nel libro “Salvata dall’inferno”. Ha scritto anche tante altre cose, che mi hanno fatto piacere ma che terrò custodite nel mio cuore.

Sentivo che era l’ultima lettera, sentivo che non lo avrei più rivisto. Ma ci eravamo detti tutto promettendoci di rimanere uniti in preghiera.

Se diceva che pregava per te, lo faceva veramente.

Custodirò anche un suo fazzoletto che ho avuto insieme ad altri amici e che abbiamo tagliato in piccoli quadratini come una reliquia.

Lo porterò sempre con me e sono sicura che nonostante la stampa si sia già dimenticata di lui come le case editrici che hanno per anni guadagnato con il suo nome, la gente non lo dimenticherà.

La gente che pregherà chiedendo la sua intercessione sentirà di sicuro la sua protezione e questo sacerdote Paolino diventerà, un giorno, patrono di tutti gli esorcisti del mondo, un santo che insieme alla Madonna, a San Michele Arcangelo, San Pio, San Giovanni Paolo II e agli altri santi combatterà l’ultima battaglia tra il bene ed il male. La chiesa lo proclamerà Santo.

Per chiudere volevo farvi leggere una delle tante testimonianze, questa però è di un sacerdote esorcista Lucano, Don Antonio Mattatelli, la sua è una testimonianza che fa capire ancora di più, chi era Padre Amorth.

I veri Santi non hanno bisogno di giornali e televisioni. C’è già il popolo che è la voce della verità che non può essere zittito né manipolato in nessun modo.

 

Ania Goledzinowska

Per La Croce Quotidiano

29.09.2016

 

IO L’HO CONOSCIUTO

 

Quando Qualcuno gli diceva che era l’esorcista più conosciuto, lui rispondeva: “Il più famoso ma non il più efficace!”, con un misto di umiltà e ironia, indicando in Padre Matteo La Grua, altro “gigante” dell’universo cattolico del ministero della liberazione, il sacerdote a cui bisognava guardare, se si voleva trovare un esorcista veramente… santo! Ma santo – credo – lo era anche lui, con i suoi modi da modenese schietto, sempre diretto nel dire le cose, mai diplomatico. Era uno che dava pane al pane e vino al vino, padre Amorth; non era, come si suol dire uno che aveva peli sulla lingua o amava i giri di parole…un maestro in tutti sensi; nel cacciare i diavoli, sicuramente, ma anche e soprattutto nel ministero della Parola, nell’annuncio, nella evangelizzazione. Era uno che quando parlava, “toccava”, coglieva nel segno, e così anche quando scriveva. Ed in effetti il gran bene che egli ha compiuto nella chiesa cattolica nei suoi 62 anni di sacerdozio, parlando di esorcismi negli ultimi anni (si calcola ne abbia fatti almeno 100.000!!!) ma anche della Madonna e della consacrazione al Suo cuore Immacolato, lo si deve soprattutto ai suoi libri, veri bestseller dell’editoria cattolica, che hanno segnato generazioni di credenti.

Un grande, dunque, un maestro, un gigante… un santo – mi si perdoni l’audacia dell’affetto e dell’ammirazione, a dispetto dei decreti di Urbano VIII che invitano alla prudenza di non anticipare il giudizio della chiesa in questo ambito tanto delicato!

Conobbi padre Amorth alle prese coi suoi “pazienti”, nella canicola di un martedì mattina, a Roma nella Basilica di San Paolo fuori le mura. Si sudava molto, per il caldo… ma soprattutto per il dimenarsi degli ossessi, orrendo e “fascinoso” allo stesso tempo e forse anche per la paura – sottintesa e mai ammessa – di sapere bene con quale specie di “esseri” si aveva a che fare.

L’ho rivisto poi molte altre volte; e quel che sempre mi colpiva di lui era l’assoluta serena dimestichezza con cui si occupava di questa sua missione liberatoria verso la sua gente che, a frotte, lo cercava, lo assediava, lo voleva…

Egli riceveva fiumi di gente, rimanendo sempre padrone di sé stesso, forte, sicuro… caritatevole, “sovrano” nel governare quella sorta di clinica dello spirito che, come una catena di montaggio, praticava esorcismi in “quantità industriali”…

Nessuno capiva da dove traesse quella forza serena e paziente e quando trovasse il tempo con tutti questi sforzi fisici e psichici che compiva, di sfornare anche tutti i suoi libri. O meglio tutti noi capivamo subito che era Cristo (e la Sua Madre Immacolata) la fiamma segreta della inesauribile energia che tanto ha dato a questa nostra povera (e pur sempre bellissima e amatissima) chiesa del nostro tempo, nella quale – come diceva a Fatima Benedetto XVI – “la fede si va spegnendo nel cuore di tanti credenti come una fiamma che non è più alimentata”.

L’ho rivisto per l’ultima volta l’8 aprile di un anno fa, sempre a Roma, nella casa madre dei paolini. Ero con alcuni amici. Io volevo soprattutto esporgli una questione su cui mi dibattevo e che riguardava proprio gli esorcismi e la possibilità che in essi, si potessero manifestare, qualche volta, (oltre ai diavoli), anche i santi e le anime salvate…

E’ questo un campo “minato”…difficile da capire, da vivere e da spiegare…

Avevo già interrogato altri esorcisti. Ma volevo “sentire” lui: il “maestro”, l’esorcista per antonomasia. E lui mi rispose con la consueta competenza, nutrita di esperienza e carisma. Sciolse in me ogni dubbio dall’alto della sua cattedra di sacerdote eminente per santità e dottrina. “Sì – mi disse – i santi talvolta si manifestano: anche a me è capitato con San Gabriele dell’Addolorata, San Benedetto, San Pio da Pietrelcina che ho conosciuto anche da vivo…”. Poi mi diede una pacca sulle spalle aggiungendo: “avanti giovanotto!”

Mi commossi, pensando alla bellezza e grandezza della nostra fede, guardando quell’uomo tutto di Dio, lucido e sapiente ma con un corpo vecchio e malato che si andava disfacendo. Ho pensato: “è un santo! la sua eredità sarà il Paradiso!”

Ora è alla destra del suo Signore! Con Maria, gli angeli, i santi…

CIAO PADRE AMORTH

tuo don Antonio

 

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